Una vita semplice, una strada di nicchia protetta dalle fronde di un melograno ove trascorrere le giornate lontana dai rumori del mondo, viali di campagna e acacie, un giardino dinanzi, piccolo piccolo, ove il tempo quasi per magia rallenta, il bosco ove raccolgo i pensieri.

Le mie mani infarinano speranza, avere fede in un universo migliore, ricette da trasformare in una benedizione di burro e di frolla, poi quel viale alberato sul finir della sponda, riempito di raggi di sole, lo vedo ingurgitare oro, sul far della sera.

La vita racchiusa in un seme, un piccolo minuscolo chicco trasformato in farina, le ricette che conosci e tutte quelle tramandate, l’uva solitaria nei vigneti di campagna, i campi di grano baciati dal sole, le spighe dondolanti sui verdi mari delle colline, un impasto, fiorito un pomeriggio d’estate.

Prati della tua anima. L’universo è amore. Tu sei amore. Benvenuto in Ary’s House!

Posso sedermi accanto a te? Sul grembo del davanzale del mondo, si sono accoccolate due tortorelle. Guardano innamorate il cielo e le sue stelle, dal becco cinguettano note di pace e scintille di bene. Armonia !!! Ti ho vista in quella scia di note, il pentagramma dell’universo, bontà e luce, mi hai sussurrato: hai ragione, il buio fa meno paura. Gli inermi e i delicati si sono abbracciati. Per sentire meno freddo. Ti ho riconosciuta danzare nel vento … Eri proprio tu … Quando la quiete della sera raggiunge il mio orizzonte interiore, riesco ad avere la situazione della giornata tra le mani e posso sfogliarla come le pagine di un libro di cui ho l’assoluta certezza che al termine dell’ultima pagina, spunterà l’indice dei capitoli. A quest’ora la pacificazione del creato si fa dono sussurrando scompiglio o pace a seconda di come ho mosso il passo quotidiano. L’amicizia preziosa con ciò che mi circonda, in questa casa dinanzi al fiume, raccoglie nell’universo, colori e profumi, ogni goccia d’acqua versata negli impasti, come per magia, giunge inspiegabilmente a creare ricette con polvere di grano tra le dita e arcobaleni stretti in un pugno!

Sapevo che il cielo a breve, avrebbe consegnato orizzonti di foglie e tappeti di arancio e di giallo in cui settembre poteva divertirsi a spennellare colori ocra delle prime foglie accartocciate di uva fragola, sui viali del sentiero che conduceva a nord del fiume.
Era tempo ormai di indossare la corona d’autunno e lasciare gli arundi fischiare al tramonto all’interno dei fori nell’interstizio dell’acqua, ove il risveglio dei castori batteva con la coda, il metronomo perfetto della vita!
La regina dei fiori si trastullava danzando, papaveri e girasoli venivano riposti nel cassetto del tempo; le ghirlande intrecciate di campanelli e castagne avrebbero scompigliato ancora una volta, i capelli delle fate dei boschi al chiaro della luce lunare.
Tutto faceva presagire al cantico della stagione intermedia all’inverno, la pioggia lieve parlava di profumi diversi spuntati ai piedi del grande pioppo … funghi e vellutate, pane di noci e uva, torte calde di prugne e di mele zuccherate di giornate meno lunghe …
La vita in campagna ti riconnette col mondo.
Impossibile credere alla creazione se non vivi la magia della natura dentro gli aromi di ogni ricetta possibile, in cui i mattarelli prendono vita e la farina narra l’esistenza, all’alba delle favole!
Parla con le parole del vento, quando credi che pianga è solo una goccia di pioggia.