Pasticceria

LA TORTA DI CLARA

Tanto, tanto tempo fa, come nelle favole!

Emozionata di ripercorrere un dolce che ha un’infinità di profumo, sensazioni, preghiera ….

La ricetta di Clara, una donna ebrea amica di mia madre. Abitava insieme a sua sorella, Sara Coen all’interno nove, proprio un piano inferiore alla nostra abitazione romana!

Questa ricetta è sbucata all’improvviso, quando sono scesa a Roma per i funerali di mia zia. Forse mi aspettava! Non so … Eppure in un angolo di una scatola di latta, con un elastico ingiallito dal tempo, la calligrafia di mia madre. Clara era riuscita a fuggire dal ghetto ebraico, la sera della deportazione. Era magra e alta. Sempre con un grembio marrone annodato e un odore di acqua di colonia.

Non so se riuscirò a farla bene quanto lei, ma stamane, vicino la santos doll di Ilaria, ho acceso un lume.

Ho voluto ricordarla così per tutte le volte che bussava con le sue nocchie tre rintocchi e portava questa torta con un piatto verde sopra, sempre lo stesso!


Uno shabbat interiore a memoria dunque….
Odore di burro per ogni dove …
Shalom dell’anima!

Impossibile per alcune ricette, non percorrere la strada del ricordo di ciò che è stato, è… e sarà per sempre: la nostra storia!

Se riuscissimo in seno tanta volgarità, a rivoltare in bene l’arroganza, spargendo semi di conoscenza a vantaggio degli altri, diventeremmo tutti, “contadini della storia del nostro tempo” seminando pace, benevolenza nascosta in briciole di pane e ingredienti che nell’invisibile dell’etere, annodano legami!

Solo questo vorrei essere!
Una foodblogger del bene che impasta pace e semina gioia!


La ricetta di Clara inizia dalla sera prima  …

Dovete mettere a scolare 400 grammi di ricotta di pecora in un colino e attendere fino al giorno successivo.

Inoltre dovete preparare una composta di visciole mantenendo la visciola stessa a pezzi quasi interi senza nocciolo.

PER LA PASTA FROLLA:

250 gr di farina

100 gr di burro a temperatura ambiente

125 gr di zucchero

2 uova

buccia di limone grattugiata

1 cucchiaino di lievito

PER LA FARCITURA

marmellata di visciole

400 gr di ricotta di pecora

140 gr di zucchero

2 uova

un bicchierino di sambuca

Preparate la pasta frolla della crostata. Formate la fontana di farina su un piano di lavoro, quindi aggiungete nel mezzo il burro ammorbidito a fiocchetti e amalgamatelo pian piano alla farina, quindi incorporate lo zucchero, le uova, la buccia grattugiata del limone e il lievito.

Impastate fino ad ottenere un composto liscio e non appiccicoso. Formateci una palla, avvolgetelo nella pellicola trasparente per alimenti e mettetelo a riposare in frigorifero per almeno 30 minuti. Passate la ricotta al setaccio, quindi unite le uova, lo zucchero e la sambuca. Amalgamate.

Riprendete la pasta frolla dal frigorifero, staccatene un terzo e mettetelo da parte, stendete la rimanente con le mani in una teglia di 24 cm di diametro precedentemente imburrata e infarinata ricoprendo anche i bordi.

Bucherellate tutto il fondo della crostata con una forchetta, quindi versateci dentro il ripieno di ricotta. Livellate per bene e spalmateci sopra la marmellata di visciole.

Formate le striscioline con la pasta frolla messa da parte in precedenza e posatele sopra la crostata a formare il classico motivo incrociato.

Cuocete in forno a 180 °C per circa 30/40 minuti.

E ora annodate il grembiule e siate felici!

Arianna

 

 

One Comment

  • Patrizia Bannò

    Mentre zucchero e amore si mescolano , i tuoi ricordi inciampano nel cuore e ritrovano la dolce Clara . Nasce una torta deliziosa che si trasforma in omaggio che profuma di canto e poesia ..Grazie per la bellezza e la serenità che vai seminando .

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