Legami di pane,  Pane e lievitati

WORKSHOP IN DIRECT Il mio pane di campagna

Non è una primavera particolarmente calda, forse perché in un periodo di coronavirus, abbiamo freddo dentro. Eppure questo tempo di richiamo, rilascia nell’aria, non soltanto particelle malate, ma di salvezza: per la creazione,  per animali che si riappropriano del loro habitat, per un’aria più sana e contenente meno polveri sottili, per un tempo in cui l’umanità, è chiamata a riflettere. Quando siamo costretti al silenzio, è inevitabile guardare al nostro passato, perché stando chiusi nelle nostre case, torniamo ad impastare, a compiere azioni dimenticate, a rivalutare un chilo di farina e ad allargare le nostre percezioni.

Mi piace allora, in un momento di “arresti domiciliari”, l’idea di ripercorrere il tempo, andando al di là del modernismo, tuffandomi come per scorgere l’inaspettato, inconsapevole incanto, di mani di un tempo, infarinate, in cui, in un impasto di pane, ritrovo me stessa, la vita e il motivo per cui, un chicco di grano scrive benedizioni. L’orto in questo momento, regala preziose verdure di stagione, ho pensato ad una zuppa primaverile, accompagnata dal pane che offrirò a chiunque parteciperà ai miei workshop in direct del giovedì: pane rustico, pane di campagna!

E arriverà il momento in cui potremo nuovamente banchettare con la nostra vita, saziandoci della semplicità delle piccole cose, accarezzeremo a piedi nudi l’universo, lodando Dio, faremo caso ai verdi germogli … Partorirà dal ventre la madre terra una nuova umanità e sarà solo condivisione di bene; spezzeremo il pane con gli affamati, i dimenticati, gli ultimi, perché i virus si trasformeranno in fiori, gli alberi ci abbracceranno, i fiumi gorgheggeranno fertilità e le rondini voleranno d’inverno.

Questa volta l’alba, non era fuggita con la fretta di sempre, al contrario, annodava il mio grembiule ai suoi raggi di luce e al gorgoglio delle verdure in ammollo, con una flemma pacata e squisitamente saggia.
Un nuovo giorno sedeva al tuo fianco. E con lui un pane di campagna!

IL MIO PANE DI CAMPAGNA

250 g di semola di grano duro

250 g di farina di tipo 0

350 ml di acqua frizzante a t.a.

110 /150 g di licoli

1 cucchiaino di malto (in alternativa miele)

17 g di sale

Di solito quattro ore prima di preparare il pane,  rinfresco il mio licoli (per ottenere i grammi necessari per la ricetta mescolo 50 g di licoli con 50 g di acqua e 50 g di farina, lascio a t.a. per 4 ore. Mescolato le due farine con 300 gr di acqua frizzante a temperatura ambiente, lasciando in autolisi per un’ora. Trascorsa la quale aggiungo il licoli, il cucchiaino di malto o miele e i restanti 50 gr di acqua . Lascio a questo punto riposare l’impasto per tre quarti d’ora,  coprendolo con un canovaccio. Terminato questo tempo, inizio il mio giro di pieghe a tre ogni trenta minuti circa.

Ancora tre quarti d’ora di riposo, poi ho inizio con la  preformatura e metto a lievitare nel cestino di lievitazione per 8 ore circa. Tolto dal cestino di lievitazione, metto l’impasto, direttamente sul pianale della leccarda infarinato in precedenza, faccio i tagli e inforno, dopo aver preriscaldato comunque a 250 gradi.

250 gradi i primi 45 minuti, 10 minuti a 200 gradi altri 10 a 180 gradi a spiffero, cioè con la porta del forno semi aperta. Et voilà il vostro pane è pronto.

4 Comments

  • Arianna

    Ciao Michela! Sei una donna straordinaria, ammiro da tempo il tuo stile di vita! Un abbraccio mia cara!

  • Arianna

    Tamara ogni mezz’ora per tre volte! Un abbraccio grande e se hai ancora dei dubbi domanda pure!!!!

  • Michela Giulianati

    Ciao cara Arianna,
    Proverò sicuramente la tua ricetta! Come ben sai sono sempre con le mani in pasta, proprio come te.
    Un abbraccio
    Michela

  • Tamara

    Ciao ho letto la ricetta e ho il licoli da non molto tempo. Ma il giro di pieghe ogni 30minuti ma per quanto? Grazie

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