Pasticceria

PAIN D’EPICES “La quiete della sera”

Posso sedermi accanto a te? Sul grembo del davanzale del mondo, si sono accoccolate due tortorelle. Guardano innamorate il cielo e le sue stelle, dal becco cinguettano note di pace e scintille di bene. Armonia !!! Ti ho vista in quella scia di note, il pentagramma dell’universo, bontà e luce, mi hai sussurrato: hai ragione, il buio fa meno paura. Gli inermi e i delicati si sono abbracciati. Per sentire meno freddo. Ti ho riconosciuta danzare nel vento … 

Eri proprio tu … Quando la quiete della sera raggiunge il mio orizzonte interiore, riesco ad avere la situazione della giornata tra le mani e posso sfogliarla come le pagine di un libro di cui ho l’assoluta certezza che al termine dell’ultima pagina, spunterà l’indice dei capitoli. A quest’ora la pacificazione del creato si fa dono sussurrando scompiglio o pace a seconda di come ho mosso il passo quotidiano.

L’amicizia preziosa con ciò che mi circonda, in questa casa dinanzi al fiume, raccoglie nell’universo, colori e profumi, ogni goccia d’acqua versata negli impasti, come per magia, giunge inspiegabilmente a creare ricette con polvere di grano tra le dita e arcobaleni stretti in un pugno!

Solo allora mi metto in ascolto di quanto la più piccola vibrazione, crea nella mia anima musica: il fremito del vento, la tenerezza delle pennellate del cielo, la laboriosa fila di tutte le formiche che mi diverto a guardare ritte in fila camminare da una buca all’altra, ogni briciola di pane mangiata dai merli, cinciallegre e passeri e il cambio di guardia armonioso che i pipistrelli svolgono al calare del sole salutando in modo perfetto il volo di ogni uccello diurno, la luce di ogni mattino, il profumo della terra bagnata dalle piogge d’inverno. Pensando a tutto ciò, il mio cuore diventa una conca nella quale posso porre i volti di coloro che amo e lasciarli abitare in me, ripassandoli come i fotogrammi di un film, in silenzio, guardando i chiaroscuri del tramonto che dalla terrazza riesco a contemplare!
Il cielo serale ti insegna ad essere paziente.

L’uva sultanina strizzata, una spianatoia, la pasta madre rinfrescata, il canovaccio di lino avvolge le spezie, una manciata degli ultimi raggi di sole e un’altra favola da raccontare di ingredienti che rimbalzano la storia dei secoli rimescolandosi ancora una volta nelle mie mani: gli aghi scintillanti di sfumature verdi degli abeti, sulla cresta che sovrasta il lato ovest, la stufa a legna accesa, profumo di cardamomo e un piccolo pezzo di noi!

Scaldate 200 ml di latte intero con 250 gr di miele e aggiungete 50 gr di burro e 60 gr di zucchero di canna. A parte setacciate 200 gr di farina integrale con 50 gr di farina 00 e 10 gr di lievito.  A questo punto aggiungete anche le spezie e l’uva sultanina (1 cucchiaino di cannella, un cucchiaino di semi di cardamomo, un cucchiaino di zenzero grattugiato, un pizzico di pepe e noce moscata e un cucchiaino di estratto di vaniglia, un pugno di uva sultanina macerata la sera prima nel vin santo). Mescolate gli ingredienti liquidi con quelli secchi e riempite uno stampo da plumcake ben imburrato e infarinato. Cuocete in forno caldo a 160° per un’ora.

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